Prof. Giovanni Cucci: «Il desiderio, motore della vita»
Nel mese di marzo “Incontro all’uomo” ha proposto agli studenti un incontro con il prof. Giovanni Cucci S.I., docente presso la PUG, che ha illustrato il tema “Il desiderio, motore della vita”.
Alla presenza di più di trenta partecipanti, il prof. Cucci ha esposto la valenza integrale per la persona di questa dimensione dell’esistenza, le sue caratteristiche, le cause e i meccanismi di una sua errata o insufficiente comprensione, e le ripercussioni di ciò sul contesto attuale. Gli orientamenti che alla fine dell’esposizione il cattedratico ha delineato per una retta educazione al desiderio, hanno dato adito alle domande e riflessioni degli studenti presenti, con cui si è concluso l’incontro.
Accezioni del desiderio. Sono diverse le tradizioni spirituali che, insieme a particolari vicissitudini storiche, hanno operato un danno o una riduzione alla comprensione del desiderio, avvicinandolo a qualcosa di proibito, da addomesticare, di sostanzialmente negativo.
Una concezione della religione permeata da categorie di castigo di Dio e di paura da parte dell’uomo ha impedito la valorizzazione del desiderio, impoverendo e indebolendo la religione stessa; il mito del controllo della realtà promosso dal razionalismo illuminista induce a emarginare l’imprevedibile che il desiderio comporta; d’altro lato, la deriva volontarista afferma un’azione indotta dall’esterno.
Cos’è il desiderio. La ricchezza di questo atto comincia dalla sua capacità di coinvolgere e unificare tutte le facoltà e dimensioni della persona, evidenziando quella spirituale che la chiama alla trascendenza, per il raggiungimento di un obiettivo che viene ritenuto centrale, buono. Esso esige dunque di uscire da se stessi –trascendersi- per calarsi in una scansione temporale, che lo distingue chiaramente dal bisogno.
Tra l’anelito dell’infinito e la necessità del limite. Il desiderio è legato all’immaginazione, che gli conferisce una potenzialità virtualmente infinita, (come nel caso di chi, conoscendo, aspira a conoscere sempre di più). Il Vangelo testimonia come Gesù lasci ampio spazio all’espressione del desiderio delle persone che incontra, anche quando esso è palese (per esempio, che il cieco voglia vedere).
D’altro canto, la scelta che il desiderio genera un limite, che è essenziale per confrontarsi con la realtà, e non rimanere sul piano delle mere velleità. Per esempio, il genitore che non educhi alla realtà del limite il figlio, non permette che si confronti con il rischio della scelta, esponendolo così a future frustrazioni. Ostacolare lo sviluppo di una capacità selettiva nel giovane, e lasciarlo vivere in un eccesso di possibilità riguardo a se stesso, non favorisce il consolidamento del desiderio: al contrario contribuisce alla sua paralisi, con ricadute anche nell’ambito vocazionale.
E una «crisi del desiderio», usando le parole del prof. Cucci, «è la crisi del futuro».
Come educare al desiderio? Il prof. Cucci ha illustrato alcune linee guida: intendere il desiderio come qualcosa di mai tendenzialmente negativo, e il peccato come “disordine” che induce l’uomo a mancare “l’autentico bersaglio del suo desiderio” (si tratta di una menzogna verso se stessi, di un attacco alla verità); riconoscere, in chiave soprannaturale, la necessaria scansione a lungo termine della storia di ognuno, alla luce della meta a cui mi porta il desiderio, la quale è criterio di valore del desiderio stesso; non omettere mai la presenza fondamentale di un “accompagnante” in questo cammino; vivere il desiderio come condizione per sperimentare la pienezza gratuita e bella dell’esistenza; permanere aperti alla creatività del desiderio, e quindi umili di fronte all’iniziativa di Dio, che ci rivela il desiderio autentico che esiste in ciascuno di noi.
Le domande dei presenti hanno invitato il prof. Cucci ad approfondire alcuni elementi già tratteggiati nel corso dell’esposizione: la dimensione spirituale del desiderio, e l’aiuto che riceve dalla preghiera; i risvolti nella pastorale giovanile e vocazionale odierna, con un riferimento specifico alla realtà virtuale e alle sue implicazioni sulla perdita del senso del limite in favore dell’immagine; il ruolo deleterio del relativismo; le conseguenze di una mancata educazione al desiderio sul fenomeno sociale della violenza; eventuali collegamenti con disturbi psichici; applicazioni pratiche nell’ambito pedagogico.
Tali interventi hanno testimoniato l’interesse suscitato dalla conferenza, e la comprensione del ruolo chiave del desiderio: non un accessorio utile, ma un “motore” irrinunciabile dell’auto-conoscenza di ogni essere umano che voglia camminare verso un obiettivo che lo realizzi pienamente.
Giovanni Intino
* Per chi vuole approfondire, lasciamo un articolo di G. Cucci sul tema in questione: Il desiderio, motore della vita.
*D. Giovanni Cucci è docente di presso la facoltà di Psicologia e Filosofia dell'Università Gregoriana di Roma e presso lo studentato filosofico europeo di Padova.
