Il Processo di Bologna e il rinnovamento
dell’università in Europa / 1
“Il patrimonio culturale e i valori
accademici delle Università europee”
di ARMANDO COSSÀ
U. P. Antonianum / frcossa@hotmail.com
Questo il tema al centro del Seminario di studi
sul “Processo di Bologna” svoltosi a Roma dal 30 marzo
al 1 aprile. A organizzarlo, la Congregazione per l’Educazione
Cattolica e l’UNESCO-CEPES. Alcuni studenti delle Università
Pontificie di Roma hanno partecipato a questo evento, insieme ai
rettori e a diversi docenti.
Come ha affermato nella sua relazione conclusiva
Mons. Michael Miller, Segretario della Pontificia Congregazione
per l’Educazione Cattolica: “Questi giorni ci hanno
offerto l’opportunità di porre seriamente questioni
sull’eredità culturale che ha formato e continua a
formare l’università europea e che, a sua volta, è
stata formata da questa stessa istituzione”. Si è infatti
dibattuto sulla cultura e sul mondo universitario, consapevoli che
il futuro del continente dipende in buona parte dal futuro del suo
patrimonio culturale, custodito e sviluppato all’interno del
mondo accademico.
Nella prima sessione del Convegno si è
parlato dell’identità dell’università,
in modo particolare in rapporto al patrimonio culturale europeo,
il quale non può essere ignorato nella costruzione dello
Spazio Europeo d’Istruzione Superiore alla quale mira il Processo
di Bologna. In questo contesto si è insistito sulle radici
cristiane dell’università europea e sul suo ruolo nella
nascita dell’umanesimo, un umanesimo che ha riconosciuto la
dignità inalienabile della persona umana, nonché il
ruolo della ragione nella promozione di un mondo più giusto.
La seconda sessione ha posto in risalto il fatto
che -come ha ricordato Mons. Miller- “le università
sono luoghi non solo d’insegnamento e ricerca, ma anche di
promozione dei valori comuni, valori che ispirano non solo la comunità
accademica ma la società nel suo insieme”. Tra questi
valori sono stati segnalati: l’autonomia istituzionale e la
libertà accademica, la collegialità, l’interdisciplanierità
e la ricerca “di una visione organica della realtà,
di una sintesi superiore del sapere” che superi la frammentazione
nella quale siamo caduti oggi giorno, il dialogo tra le culture
e le religioni.
Nella terza ed ultima sessione, riflettori puntati
sulla missione dell’università nella costruzione dell’Europa
dei nostri giorni. Al centro, la necessità di contribuire
efficacemente a superare il senso di sfiducia sul futuro dell’Europa
attraverso la promozione dei veri valori che si trovano alla base
della sua identità. Ribadito inoltre il compito di rispondere
alla questione della responsabilità etica nella ricerca scientifica,
compito fondamentale per la costruzione di una cultura autenticamente
umana.
La vita dell’università, si è
detto, non è e non può essere una vita chiusa in se
stessa: al contrario essa è chiamata a offrire e proporre
soluzioni concrete al fenomeno culturale del nostro tempo.
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