Il Processo di Bologna e il rinnovamento
dell’università in Europa / 2
Bologna e noi
di JORGE OLAECHEA
P . U. Lateranense / jorgeol@tiscali.it
Siamo convinti che l’avvio di questo “Processo”
-al quale la Santa Sede e le università Ecclesiastiche aderiscono
dal 2003-, rappresenti un’occasione di rinnovamento all’interno
delle nostre istituzioni.
Dal punto di vista formale questo rinnovamento
sarà evidente nel sistema di crediti ECTS, nei cambiamenti
dei programmi, negli orari, nei titoli. In alcune università
pontificie questo processo si trova già a buon punto.
Ma è un’altra la prospettiva che
si può aprire grazie all’impegno di studenti, professori
e autorità accademiche: quella inerente alla qualità
dei nostri studi accademici. Parlando con uno dei rettori durante
l’evento, abbiamo colto l’aspettativa nei confronti
di noi studenti e di un nostro ruolo attivo nei confronti dello
studio e della ricerca.
Nel tentativo di ripensare questo ruolo, e nella
consapevolezza che il nostro compito debba essere propositivo, vorremmo
richiamare l’attenzione su alcuni punti decisivi per un cambiamento
all’interno dei nostri atenei:
- promuovere la serietà dello studio e
della ricerca. Da questa caratteristica dipende il livello che le
nostre istituzioni possono raggiungere, anche nei confronti con
le altre università in Europa e nel mondo. Serietà
che implica studiare approfonditamente e con coscienza (rispettando
sempre la gradualità degli studi), e che implica di conseguenza
anche una valutazione rigorosa;
- promuovere l’accompagnamento dello studente. Nei primi anni
come avviamento allo studio e alla metodologia, e come sostegno
nelle difficoltà che si possano incontrare nel percorso.
Nei cicli più avanzati come guida reale (e non solo nominale)
nell’attività di ricerca dello studente e nella stesura
della tesi;
- promuovere iniziative che sollecitino lo studente
nella sua formazione: ad esempio, la redazione di articoli, o la
preparazione di comunicazioni per simposi; nonché iniziative
volte a incoraggiare il dialogo all’interno delle nostre università:
ad esempio, i gruppi di studio o di dibattito su singoli argomenti.
Queste sono soltanto alcune idee che potrebbero
contribuire al rinnovamento ad intra delle nostre Università
ecclesiastiche. L’esito dell’autentico rinnovamento
offerto dalla partecipazione al Processo di Bologna dipende soprattutto
da noi.
Che cos’è il “Processo
di Bologna”?
È un processo di riforma a carattere europeo
che si propone di realizzare entro il 2010 uno Spazio Europeo dell'Istruzione
Superiore. Vi partecipano al momento 45 paesi europei, con il sostegno
di alcune organizzazioni internazionali. Si tratta di un grande
sforzo di convergenza dei sistemi universitari dei paesi partecipanti
che sta coinvolgendo direttamente tutte le istituzioni europee e
le loro componenti.
Quali sono gli obiettivi specifici
del Processo?
a) L’adozione di un sistema di titoli accademici
di facile lettura e comparazione (attraverso lo strumento chiamato
“Supplemento al Diploma”) per promuovere l’impiegabilità
europea e la competitività del sistema di istruzione superiore
europeo in rapporto con il resto del mondo;
b) l’adozione di un sistema accademico a
due cicli (in seguito si è aggiunto anche il terzo ciclo,
per la ricerca);
c) l’introduzione di un nuovo sistema di
crediti (ECTS) che favorisca la mobilità degli studenti fra
i diversi paesi europei e di tutto il mondo;
d) la promozione della mobilità per studenti,
insegnanti, ricercatori, personale amministrativo con il riconoscimento
e la valutazione del periodo passato in Europa in ambito di ricerca,
insegnamento-aggiornamento, senza pregiudizio dei diritti già
acquisiti;
e) la promozione della cooperazione europea nel
controllo di qualità, con particolare attenzione allo sviluppo
di criteri e metodi confrontabili;
L’esito finale più significativo
di questo percorso consisterà nel riconoscimento reciproco
dei titoli accademici, conseguiti nei sistemi universitari dei diversi
paesi che aderiscono alla Dichiarazione. |